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25 ottobre 2009 Beatificazione di Don Carlo Gnocchi PDF Stampa E-mail
Scritto da Valerio   
Mercoledì 28 Ottobre 2009 16:22

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25 ottobre 2009 - Piazza Duomo è un mare di folla in attesa e tutta rivolta verso corso Vittorio Emanuele da dove stà giungendo, fra due siepi umane, l'urna coperta con il corpo di don Carlo Gnocchi, portata in spalla dai suoi alpini e accompagnata da canti che si fanno sempre più vicini. Il colpo d'occhio lascerebbe chiunque senza fiato, l'atmosfera d'attesa e di devozione delle 50 mila persone presenti rendono il doveroso e commosso saluto a Don Carlo, il Sacerdote Milanese, l'Alpino ed il Papà dei Mutilatini.

L'urna è ancora coperta dal drappo, viene portata attraverso la piazza e infine sistemata sul sagrato, dove era stato allestito l'altare. Ai lati, trasformati in presbiterio, prendono posto l'arcivescovo mons. Angelo Amato, prefetto della congregazione dei Santi e rappresentante di papa Benedetto XVI, sedici vescovi e duecento sacerdoti della diocesi, con alcuni cappellani militari. Il colpo d'occhio è imponente. Il coro ANA della sezione di Milano intona "Stelutis Alpinis" (il canto che lo stesso don Gnocchi, in punto di morte, aveva chiesto che fosse eseguito al suo funerale) l'atmosfera si fà commovente ed inevitabilmente prende il cuore.

È il momento che tutti aspettano. Monsignor Ennio Apeciti, responsabile diocesano per le cause dei santi e postulatore del processo di beatificazione legge la richiesta che si proceda alla beatificazione. Poi è la volta di monsignor Angelo Amato, che legge la formula che si inizia con "Noi, accogliendo il desiderio del nostro fratello Dionigi cardinale Tettamanzi... avuto il parere della Congregazione delle cause dei santi... concediamo che don Carlo Gnocchi... d'ora in poi sia chiamato Beato e che si possa celebrare la sua festa nei luoghi e secondo le regole stabilite dal diritto di ogni anno il 25 ottobre".

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Cade il velo che copriva la gigantografia sulla facciata del Duomo, viene scoperta l'urna da Silvio Colagrande ed Amabile Battistello, i due ragazzi che ricevettero in dono le Sue cornee, ed ecco di fronte ai presenti il corpo di don Carlo Gnocchi, l'atmosfera è indescrivibile un silenzio raccolto che "galleggia a mezz'aria" nel cielo stranamente primaverile per questa stagione, un' attesa che lascia chiunque senza fiato, un fermo immagine che resterà  stampando in maniera indissolubile nella mente di presenti ... e poi l'applauso che si leva dalla piazza e che sale al cielo fino da don Gnocchi, come un rito liberatorio, dopo tanta attesa di questo momento, è il compimento di tante speranze di alpini, invalidi, malati, giovani, è la rivincita degli umili e dei semplici, dell'Italia perbene.

 

"Don Carlo Gnocchi, il nostro Don Carlo il Cappellano degli Alpini è diventato Beato!"

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Quale miglior prologo per  l'inizio della Santa Messa Solenne celebrata dal Cardinale Tettamanzi che dice su Don Carlo di essere stato un' inquieto cercatore di Dio in ogni soldato ferito, in ogni bimbo, in ogni mutilatino, in ogni donna offesa dalla violenza, nel malato, con una carità che tende la mano alla giustizia, avendo come criterio la centralità della persona. Ecco perché don Carlo è ancora attuale oggi ed è calato nel futuro. Anche mons. Amato ha voluto salutare, al di là dell'ufficialità del rito, quanti erano raccolti in piazza Duomo, ricordando le parole dell'allora cardinale Montini (poi Papa Paolo VI)  rivolte agli alpini, reduci di Russia: "Voi tutti eravate eroi, ma don Gnocchi, in più, era anche santo".

Una giornata che rimarrà nella storia degli Alpini, della Chiesa Ambrosiana, nel cuore di tutti, un privilegio esserci, insieme a tanti altri alpini, una giornata da "Libro di storia".

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E' impossibile non collegare l'immagine degli Alpini a Don Carlo Gnocchi, Lui Cappellano della Tridentina raccolto dalla neve e caricato su una slitta dagli alpini, verso la salvezza ed ancor  oggi come ieri dai suoi alpini portato in spalla verso la Beatificazione, con un unico ed amorevole dubbio in tutti noi  .... Beato? Ci dev'essere uno sbaglio, pensano gli alpini. Santo ....  Ecco, così va meglio ...
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Ultimo aggiornamento Mercoledì 28 Ottobre 2009 20:47
 

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