Questa splendida preghiera non è stata scritta da persone di cultura o di lettere, ma da un certo Pietro Torresan, un semplice alpino del battaglione Tolmezzo, caduto nel lontano conflitto sul fronte greco-albanese del 1942.
E' stata trovata nella tasca della sua divisa da un tenente medico e da un cappellano militare dopo un sanguinoso scontro con il nemico. Era scritta a matita su un pezzo di carta qualsiasi, intriso di sangue. Lo trascriviamo così com'è nell'originale.
Gruppo Alpini di Vicenza
"Ascolta o Dio, io non ho mai parlato con te, voglio salutarti. Come stai? Sai... mi dicevano che non esisti, e io povero sciocco credetti che fosse vero.
Stasera, quando stavo nascosto nel fosso di una granata, vidi il tuo cielo..
Chi avrebbe mai creduto che per vederti sarebbe bastato stendersi sul dorso?
Non so se ancora vorrai darmi una mano, credo almeno che mi comprenderai.
E'strano che non ti abbia incontrato prima, ma solo in un inferno come questo.
Bene, ho già detto tutto. L'offensiva ci aspetta... Tra poco... mio Dio, non ho più paura da quando ho scoperto che mi sei vicino.
Il segnale, bene, devo andare. Dimenticavo di dirti che ... ti amo.
Lo scontro sarà terribile. Stanotte... chissà, non sono mai stato tuo amico... lo so, però... mi aspetterai se arrivo da te?
Guarda che sto piangendo... tardi ti ho scoperto, quanto mi dispiace, perdonami.
Devo andare... buona fortuna...
Che strano, senza paura vado alla morte.
Amen"
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